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la tecnicafraseggi "a mano armata"!
mano sinistra
Nelle pagine precedenti ho citato la "barra di metallo" (o Tonebar) quale strumento indispensabile per suonare la pedal steel. Non è che una barra di ottone cromato di generose dimensioni e peso, piena e con un'estremità arrotondata. Viene impugnata in modo tutt'altro che stretto tra il pollice ed il medio, mentre l'indice che vi posa sopra è responsabile della pressione esercitata sulle corde. La Tonebar viene fatta scorrere sulla tastiera alla ricerca delle note nelle varie posizioni, più o meno come si fa con uno slide da chitarra. Ovviamente, mancando i tasti in metallo tipici della chitarra, le note verranno suonate in corrispondenza del tasto disegnato, pena il ritrovarsi out di mezzo semitono o giù di lì. Il resto della mano poggia sulle corde a stoppare eventuali fastidiosi "overtones". Una delle tecniche più importanti durante l'esecuzione è il vibrato, ottenuto con un lento movimento oscillatorio che prevede anche un certo rotolamento della barra. Detta così sembra facile, ma vi assicuro che ottenere un buon risultato vi porterà via parecchie nottate!
mano destra
La destra invece prevede l'uso di un thumb-pick in plastica al pollice e due finger-picks in metallo all'indice e al medio. Non chiedetemi perché non si usano tutti e tre in plastica o in metallo. L'ho chiesto in giro e nessuno lo sa. Ma è la soluzione universalmente utilizzata...
Delle tre dita quelle di gran lunga più impegnate sono il pollice ed il medio, spesso usate a mo' di pennata alternata. L'indice ovviamente serve, ma principalmente quando si suonano gli accordi. Anulare e mignolo, insieme al bordo inferiore del palmo, hanno l'ingrato compito di stoppare le corde prima e dopo che queste abbiano suonato. E', questo, il cosiddetto "palm-blocking", unanimemente riconosciuto come la tecnica base della pedal steel, ed è dannatamente difficile da eseguire. A questa tecnica diciamo "canonica" negli ultimi anni si è affiancata un'altra scuola di pensiero, quella del "pick-blocking" che prevede l'uso dei plettri per stoppare le corde... come dire,"ti suono e poiti faccio tacere". In realtà le tecniche sono entrambe molto valide e non si può dire quale sia la migliore. Certo, il palm-blocking diventa problematico quando si suona veloce, ed è per questo che qualcuno ha "inventato" il pick-blocking. Questo qualcuno, a detta di moltissimi, è quel Paul Franklin che ho più volte citato, e che, allora dodicenne, avrà sicuramente fatto dannare il suo insegnante che insisteva a correggergli l'impostazione della mano. Chissà che direbbe adesso!!!
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pedala, pedala!
Abbiamo visto come e quanto lavorino le mani, il piede sinistro ed entrambe le ginocchia. E il piede destro? Può forse oziare? Niente affatto! Anche lui è costantemente impegnato e svolge un ruolo molto importante, seppur diverso dal resto. Un accessorio praticamente indispensabile nel suonare la pedal steel e, appunto, utilizzato col piede destro è il pedale del volume. Tanto indispensabile da poter essere considerato parte integrante dello strumento. Chi non ne ha mai visto uno alzi la mano! Si sa, riceve in ingresso il cavo proveniente dallo strumento e attraverso un potenziometro, per lo più da 500k Ohm, invia la quantità di segnale voluta all'amplificatore. E tutta l'importanza di questo aggeggio da dove deriva? A parte l'impiego meramente solistico, la pedal steel viene molto utilizzata in quello che gli americani chiamano "backup playing", ovvero come riempimento tra una strofa e l'altra o fra una frase e l'altra del cantante. Ecco quindi che si rendono necessarie dissolvenze in entrata o in uscita che possono essere eseguite efficacemente solo con l'ausilio di un pedale. Capita poi, e tutt'altro che raramente, di suonare scale, semplici o armonizzate, nel senso longitudinale delle corde. Si suonerà per esempio partendo dal terzo tasto, facendo tappa al sesto per poi finire al decimo e oltre. E come può una frase di cinque o sei secondi, tutta fatta di glissati e suonata magari con usa sola pennata iniziale "rimanere in piedi" senza perdere sustain? Semplice: col pedale volume! Inizieremo a suonare con il pedale aperto per 3/4 e man mano che il suono scema lo rinforzeremo aprendo gradualmente il volume fino a fondo scala! E' per questo motivo che i pedali volume passivi vengono generalmente usati aperti non completamente. Ci sono anche pedali dotati di un booster che si attiva a fine corsa ma.... io personalmente li ho evitati accuratamente.
Non per voler fare alcun tipo di pubblicità, ma il pedale di gran lunga più diffuso in questo campo è il Goodrich. Roba americana, fatta a mano, robustissima, molto costosa e probabilmente non importata in Italia. I Goodrich sono dotati di un grosso e robusto potenziometro di qualità industriale da 2000 ore di vita, azionato non dalla consueta cremagliera ma mediante una cordicella avvolta intorno all'alberino, il che consente un'escursione molto più soft. Disponibili in varie versioni, in formato standard o "low profile" (più bassi di spessore, e molto più comodi), possono essere forniti con una comoda staffa in alluminio atta ad ancorarli alla pedalboard onde evitarne accidentali spostamenti.