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la tecnica
Non si può iniziare a parlare di tecnica, a proposito del dobro, senza prima soffermarci a dare un'occhiata a corde ed accordature....
I dobro vengono generalmente suonati i accordature cosiddette "aperte",
diverse da quella chitarristica standard. Sia per esigenze di volume che per
ottenere un tiraggio corretto, le corde impiegate hanno solitamente scalature
particolari e, comunque, decisamente grosse.
A titolo di esempio, un noto marchio di corde, di cui non faccio il nome,
produce set per Dobro (open G) nella seguente scalatura:
1-D .016 2-B .018
3-G .028 4-D .036 5-B .046
6-G .056
In merito alle accordature, le più usate sono
senz'altro l'open D
(RE aperto) per il roundneck e l'open G (SOL aperto) per lo
squareneck.
Ma se ne trovano tantissime altre, ognuna con le sue peculiarità, e non è male
sbizzarrirsi a provarle un po' tutte ;-)
Mi limito a proporre un veloce prospetto relativo alle accordature di cui sopra
comparate all'accordatura standard per chitarra.
Si noti la diversità del SOL aperto usato sui roundneck da quello usato per gli
square...
| Open D | Open G (per roundneck) | Open G (per squareneck) | |||||||||
| standard | open D | standard | open G | standard | open G | ||||||
| 1. MI |
abbassa in |
RE | 1. MI | abbassa in | RE | 1. MI | abbassa in | RE | |||
| 2. SI | abbassa in | LA | 2. SI | uguale | SI | 2. SI | uguale | SI | |||
| 3. SOL | abbassa in | FA# | 3. SOL | uguale | SOL | 3. SOL | uguale | SOL | |||
| 4. RE | uguale | RE | 4. RE | uguale | RE | 4. RE | uguale | RE | |||
| 5. LA | uguale | LA | 5. LA | abbassa in | SOL | 5. LA | alza in | SI | |||
| 6. MI | abbassa in | RE | 6. MI | abbassa in | RE | 6. MI | alza in | SOL | |||
Non voglio tediarvi proseguendo con una sterile lista di accordature, per cui vi rimando alla quella che ritengo la migliore risorsa in rete sull'argomento:
Brad's Page of Steel / Tunings
E dopo queste immancabili premesse......
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Il
dobro si suona con in cosiddetti fingerpicks sulle dita della mano destra.
Ce ne sono di varie forme e possono essere realizzati in plastica o in
metallo. La foto qui a fianco ritrae una combinazione molto usata, composta
da un thumb-pick (per il pollice) in plastica e due fingerpicks in metallo,
da usare per l'indice e il medio. Anch'io prediligo di gran lunga questa
soluzione. Per una maggiore pulizia del suono, priva di troppi "sferragliamenti", è opportuno sagomare i picks in metallo affinché la punta (che, ricordiamolo, deve essere rivolta verso l'esterno, all'insù, e non a mo' di artigli di gatto!) segua un po' la curvatura del polpastrello. Vanno inoltre calzati in modo che, tenendo la mano nella posizione a noi più congeniale, vadano a toccare le corde di piatto, anziché di spigolo. |
| Non sono pochi coloro che, comunque,
preferiscono suonare senza fingerpicks, lasciando ad unghie e/o polpastrelli
l'ingrato compito di dare alle corde una "botta" sufficiente per avere un
bel suono e un volume adeguato. Personalmente non lo consiglio. E' vero, per
fare l'abitudine ai fingerpicks ci vuole un po' di pazienza e dedizione, ma
poi il risultato ripaga ampiamente lo sforzo. Per la mano sinistra il
discorso si fa un po' più complesso. La tecnica slide è molto diversa a
seconda che si suoni un roundneck o uno squareneck. |
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Lo slide suonato su un roundneck, praticamente sempre accompagnato anche dall'uso delle dita, prevede l'impiego di un "bottleneck" (letteralmente "collo di bottiglia", e all'inizio dell'era blues i bottleneck erano davvero tali!) infilato sull'anulare o sul mignolo della mano sinistra. Ce ne sono di varie forme e dimensioni, in vetro, in ceramica, in ottone o acciaio cromato... Nella scelta del bottleneck più appropriato, un consiglio che mi sentirei di dare spassionatamente sarebbe quello di recarsi in un negozio ben fornito e provarne molti. Sfortunatamente però, spesso vengono venduti confezionati in blister sigillati e ben pochi negozianti consentono di aprirli. L'unico metodo quindi è "sbagliare acquisto" diverse volte prima di trovarne uno veramente ideale. Oppure costruirsene uno ad hoc! A distanza di anni, e con un discreto campionario nel cassetto, il mio preferito rimane quello che mi sono fatto da me, con un pezzo di tubo di rame, seghetto, lima e carta abrasiva. |
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Nel
caso dello squareneck invece, dato che, come già detto, lo strumento
viene suonato steso sulle ginocchia, l'uso della tecnica convenzionale non è
praticabile. Non avremo la consueta impugnatura del manico con
contrapposizione del pollice, né l'azione "chitarristica" delle dita della
mano sinistra sulle corde. Le corde sono molto alte rispetto alla tastiera,
davvero impossibili da premere fino ad incontrare i tasti. Avremo quindi
soltanto un uso dello slide che va a premere una o più corde alla volta, in
corrispondenza dei tasti (e non fra un tasto e l'altro come nella chitarra).
In questo caso lo slide è molto pesante, in ottone pieno cromato; è sagomato
in modo da poter essere impugnato saldamente fra pollice, indice e medio
della mano sinistra . Viene spesso utilizzato non di piatto ma angolato, con
la sola estremità anteriore, in modo da poter premere anche soltanto una
corda. Altra peculiarità della tecnica dello squareneck la troviamo per i "pull off". Diversamente dalla chitarra e dal dobro roundneck, dove il pull off come ben saprete è ottenuto togliendo il dito che preme la corda mentre la stessa sta ancora suonando, qui è ottenuto aumentando leggermente la pressione dello slide sulla corda e tirandolo via, verso di noi, dalla corda stessa. In pratica è un po' come pizzicare la corda direttamente con l'estremità dello slide.... Ancora una particolarità, legata all'uso delle accordature aperte, è la necessità di usare un capotasto mobile per suonare in tonalità diverse da quella dell'accordatura dello strumento. Girano voci che dobro players del calibro Mike Auldridge non lo usino, non avendone bisogno, ma per noi comuni mortali il ricorso al capotasto è davvero d'obbligo. I capotasti mobili per squareneck sono, per lo più, diversi da quelli per chitarra e roundneck, in quanto non potendo (e non dovendo) schiacciare le corde contro la tastiera, bloccano solo le corde, rimanendo sospesi e "flottanti". Il più famoso è senza dubbio quello realizzato da Paul Beard. L'unico capotasto per squareneck non flottante e simile a quello per chitarra e' quello della Shubb, ma funziona soltanto se la distanza tra corde e tastiera è' precisamente 3/8 di pollice, e quindi non su tutti i modelli di dobro... |
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![]() funzionamento del capotasto Beard... ...e dello Shubb |
Ecco qualche esempio audio in formato mp3:
Roundneck 1 Roundneck 2 Roundneck 3
Squareneck 1 Squareneck 2 Squareneck 3
il dobro... senza dobro!
| Titolo provocatorio, ok. Più propriamente
avrebbe dovuto essere "come suonare lo squareneck su un roundneck o su una
chitarra"... Ebbene sì, la possibilità c'è, e può essere un valido mezzo per capire se si è interessati al "lap-style playing" tipico dello squareneck senza impegnarsi fin da subito nell'acquisto uno strumento che poi, magari, resterebbe inutilizzato. |
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Una soluzione potrebbe essere installare, su uno strumento che già si possiede, un capotasto fatto ad hoc, con un'action delle corde molto alta. Ma sarebbe comunque un intervento che i più dovrebbero far fare da un liutaio e che, comunque, non potrebbe fornire la corretta spaziatura delle corde, dato che i manici da chitarra sono sensibilmente più stretti degli squareneck. Esistono però in commercio degli "extension nuts", da applicare sopra il capotasto già presente, che forniscono un'action e una spaziatura delle corde adeguata. Un extension nut costa veramente pochissimo e non richiede un'installazione fissa. E' sufficiente allentare le corde, inserirlo sopra il capotasto e accordare di nuovo. Il suono e l'impostazione dello strumento non saranno proprio identici, ma nell'ottica di fare un primo tentativo è senz'altro la soluzione ideale. |